Cosa c’entra Nietzsche col vino..

Giorgia Dal Soglio – 18 Novembre 2020

Cosa c’entra Nietzsche col vino..

Superwine: un taglio diverso alla definizione di “Super”

Il mondo è in continua evoluzione e per questo le tradizioni vanno mantenute, tramandate e riconosciute come forti basi culturali, ma l’evolversi del tempo ci costringe a vedere le cose da altri punti di vista.

Il mio obiettivo è quello di cambiare i canoni di beva e di rovesciarli: perchè il mondo enologico si ricordi dove è nato, ma che avanzi anche nell’innovazione e nella scoperte di nuovi territori o di nuove identità territoriali, senza dimenticare chi ha reso grande il vino Italiano nel mondo, con uno sguardo quindi attento e vicino agli innovatori.

Quando filosofia e scienza enologica si incontrano, non ne può che scaturire un’esplosione ideologica, sprizzante di vita e colori che stimola tutti i sensi. 

La teoria di Nietzsche del superuomo è stata estremamente strumentalizzata nel ‘900 durante la seconda guerra mondiale, ma rimane sempre e comunque una teoria filosofica. Allora perché non riportare il tutto al vino ed ai vignaioli?

L’uomo che affonda le sue radici in profondità, come la vite nel terreno; si infiltra nei luoghi più oscuri solo per trarne nuove virtù, come i tralci che si allungano verso la luce del sole. Cambia il mondo nel piccolo senza essere una figura pubblica, come i silenziosi vigneti di collina che ancorano il terreno senza farlo franare, senza che nessuno li ringrazi. L’uomo che ascolta gli impulsi di natura senza l’uso della ragione, come il vignaiolo che segue l’istinto in vinificazione e segue scrupolosamente l’andamento delle stagioni per la cura della vigna. Solo così l’uomo può sprigionare la sua forza creativa e far esplodere la vigoria del vigneto, in tutto il suo splendore, che viene riportato in un bel calice.

Da questa idea nasce il concetto di Superwine dove l’arte creativa fa da padrona nella vinificazione, dove l’uomo reagisce agli stimoli che la natura dona, sotto forma di grappoli, senza dimenticare le sue forti radici  radicate nella storia e nel terreno, dove ha mosso i suoi primi passi.

Quindi ecco cosa determina un Superwine:

  • il legame profondo con la terra, il terreno fonte di vita, tutto ciò che c’è sopra non esisterebbe senza di esso.
  • la storia da cui trae forza e antichità, le tradizioni popolari radicate nel tempo, nuove o antiche, ancora in uso o riportate in vita da pochi eletti.
  • la creatività del maestro lasciata andare all’istinto più puro, identificato  da colui che ha preso ciò che gli è stato dato e lo ha portato alla sua massima eccellenza, creando qualcosa di nuovo o evolvendolo in qualcosa di diverso
  • la voglia di far rivivere un territorio, inteso come terroir (alla francese): il rapporto che lega un vitigno al microclima della zona in cui è coltivato e alle caratteristiche minerali del suolo, dove determina il carattere e l’unicità del vino risultante.

In questa rubrica, vi accompagnerò in un viaggio, alla scoperta delle eccellenze del nostro bellissimo Paese, che storia ne ha da vendere, senza esserne però conscio. Ogni tappa sarà dedicata a luoghi magici dove delle superdonne o dei superuomini hanno creato delle cose uniche, e dove ognuno di loro racconta una storia diversa. Perché non è il brand che fa un territorio, ma sono le persone che ci lavorano ogni giorno, con sudore, sangue e fatica che danno il valore aggiunto a quello che poi ognuno di noi trova nel bicchiere.

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