L’identità che verrà: breve discorso sul DNA italiano

Verde Camilla Parmigiani – 8 Gennaio 2021

L’identità che verrà: breve discorso sul DNA italiano

Green Culture è la vetrina ‘green’ di The Whynery Journal. Il luogo della cultura ecologica e delle sue applicazioni nel mondo del turismo. Ecologico. Sostenibile. Attento all’ambiente. Termini non particolarmente ‘datati’ ma che, in un mondo che corre veloce, risuonano già logori ed a tratti tediosi. Li leggiamo ovunque, ma spesso senza conoscerne il reale significato. Un po’ colpa della superficialità con cui vengono comunicati un po’ per il loro uso indiscriminato anche laddove non ve ne sarebbe diritto. E’ tuttavia fondamentale capire quali sono gli strumenti che il turismo moderno ha a disposizione per affrontare la grande sfida del nostro millennio ed è altrettanto importate che viaggiatori e fruitori dell’esperienza turistica sappiano discernere. Il turista ed il viaggiatore sono di fatto consumatori e le loro scelte possono definire il successo o meno di un progetto, di una struttura, di una realtà.

Stiamo vivendo in un mondo alquanto surreale e, come se questo non bastasse, si fanno sempre più pressanti le ‘predizioni’ delle eminenze. Le letture del futuro in chiave economico finanziaria dei guru del bitcoin. I funesti presagi degli esperti ci attanagliano. Interpretano quella che sarà la società, l’economia e, quindi, anche l’esperienza turistica in chiave tecnologicol-avvenieristica. Ci prospettano un futuro ai limiti del transumanesimo. Si avverte forte la pressione verso una tecnologia sempre più spinta. Connessi, veloci, domotizzati. Sì ma l’essere umano non è questo e non lo sarà mai. L’uomo è sopravvissuto alle peggiori crisi della storia. E lo ha fatto perché è umano. Perché ha una combinazione perfetta di intelletto ed istinto. Perché nessuno di questi due fattori prevale sull’altro rendendolo vigile al pericolo, capace di adattarsi a nuove circostanze quando necessario, ma senza mai abdicare la sua umanità. Le sensazioni, le emozioni, il sentire dell’uomo sono parte intrinseca della sua ‘identità. Così come queste stesse caratteristiche sono parte fondante dell’esperienza turistica. Il viaggio senza di esse non esiste. 

Ecco perché oggi è quanto mai importante salvaguardare la nostra identità. Il che non significa essere rigidi e chiudersi al nuovo. Del resto anche la nostra identità odierna è fatta di tante piccole identità del passato che ci hanno influenzato e ci hanno resi quello che siamo oggi. Certamente non ci crogioliamo nell’illusione di una cucina autoctona ad esempio. Quante invasioni, guerre, migrazioni l’hanno resa tale? Ma la costruzione di un’identità avviene in modo naturale. Con fluidità, non certo per imposizione dell’alto o perché qualcuno nella stanza dei bottoni ha deciso cosi. E’ un meccanismo che attraverso l’istinto massimo di sopravvivenza acquisisce ciò che è utile ed abbandona ciò che non lo è. 

Le strutture ristorative e ricettive sul nostro territorio hanno una loro identità da preservare ed è quanto mai fondamentale sostenerli in questa fase cruciale. L’abbiamo visto e lo vediamo sulla nostra pelle quante ‘evoluzioni’ si siano rivelate fallimentari e nocive per la nostra specie. Ecco perché noi sappiamo cosa è meglio per noi. E sarà vincente ed avvincente, in Italia, mantenere la nostra ‘sacra autenticità’ che è fatta di una visione genuina e disinteressata. Dove la bellezza e la qualità sono più importanti dei bilanci. Dove le mura affrescate di un palazzo offrono un punto di vista insostituibile del nostro passaggio. Non siamo fatti per i robot e per i bot. La musica lirica è il nostro retaggio. I paesaggi di Positano e delle Dolomiti. I gondolieri di Venezia ed un bicchiere di Chianti tra le colline Toscane. Questo è il nostro unico, magnifico DNA. A questo dobbiamo il nostro successo e la nostra reputazione. Ed è un po’ come nel tennis. Studi il tuo avversario, ma poi fai il tuo gioco. La smania di tecnologia lasciamola a chi non ha altro da offrire. 

Si gioca una partita importante di sopravvivenza. Difendere la nostra identità è quanto mai vitale. Possiamo farlo come attori e come spettatori. Come attori mettendo in campo un’impreditoria che si faccia portavoce di questi valori. E come spettatori fruendo di esperienze in linea con questa visione. Stiamo vivendo in una modalità che non ci appartiene, come se si potesse fare a meno della socialità, della cultura, della convivialità, dell’arte. Certo. In un mondo nefasto. Abbiamo bisogno del contatto con i nostri simili ed abbiamo bisogno di godere di esperienze che ci facciano apprezzare ogni secondo su questa terra, Solo attraverso gli occhi ‘senza-filtro’ dell’essere umano nella sua migliore accezione. 

La qualità non è standardizzabile e neppure replicabile. Si manifesta nella sua unicità. Ecco perché dobbiamo proteggere il nostro inestimabile patrimonio identitario. 

Camilla Verde Parmigiani

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