Sperimentazione ed equilibrio

Andrea Pilotti – 7 Febbraio 2022

Sperimentazione ed equilibrio

Una cosa è certa, questo periodo storico va affrontato con forza emotiva e idee alternative.

La situazione critica che stiamo vivendo nella filiera turistica – ristorativa è come un’enorme buco nero che toglie inevitabilmente energia propositiva. Già il termine “crisi” evoca spettri se poi aggiungiamo il concetto di “depressione”, come leggiamo ovunque, è chiaro che emozioni come paura, sconforto e incertezza prendono il sopravvento.

Ed è proprio per questo motivo che ora più che mai è necessario far appello alla parte più profonda di ognuno di noi, quella legata alla sperimentazione, quella forza che è stata necessaria per imparare a camminare a parlare ed imparare cose nuove fin dai primi giorni di vita. E’ stata la nostra determinazione ad imparare a camminare, o di andare in bicicletta, che ci ha fatto sperimentare una nuova realtà nonostante tutti noi sappiamo quanto questo sia stato doloroso con le ripetute cadute epiche ai primi passi o i primi giretti in bici. Eppure è stato proprio grazie a quella forsennata voglia di imparare e sperimentare che abbiamo acquisito un nuovo equilibrio fortemente  necessario per poi imparare a correre e percorrere strade sempre più complesse.

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Sperimentare, come lavoratori o come imprenditori, per riottenere l’equilibrio necessario in questa nuova condizione è diventata un’azione obbligatoria. Certo questo porta con se paure e titubanze, eppure il risultato necessario è al di la delle paure. Se la paura ci avesse fermato alla prima caduta non avremmo mai imparato a camminare ed a stare in equilibrio su due ruote.

C’è un fattore determinante però, oggi nel mondo del lavoro manca qualcosa perché questo possa essere un modello operativo applicato; mentre nella nostra infanzia avevamo al fianco persone esperte (del camminare) come famigliari, parenti e amici che ci sostenevano, ci incoraggiavano e si prendevano cura di noi in caso di cadute, nel mondo business è il contrario se cadi vieni calpestato e così finisci per non muoverti più dalla sedia, ti passa la voglia di sperimentare e trovare nuovi equilibri, fino a quando non sei costretto perché ti buttano giù dalla sedia. 

I tutor che all’interno dell’azienda che si mettono al fianco dei giovani per farli emergere e crescere, credere nelle loro qualità e lanciarsi, dove sono, chi ricopre questo compito, chi crede nei talenti altrui?

Ed i tutor per gli imprenditori esistono? Chi si mette al fianco di un’azienda e crede nelle sue possibilità e la aiuta ad espandersi credendo nei “talenti” espressi in quella realtà lavorativa?

La crisi è tutta qui, paura di fare, di investire, di crescere, di scoprire…perché nessuno sembra più credere nelle tue qualità personali o aziendali.

E’ quindi fortemente necessario sperimentare per trovare un nuovo equilibro lavorativo. Vogliamo e dobbiamo toglierci di dosso questa “depressione” ed è necessario ripristinare i tutor in azienda e i tutor per le aziende; evitiamo di pensare che oggi i giovani non vogliono lavorare o che gli imprenditori vogliono fare sempre di testa loro, la realtà è che non sanno a chi rivolgersi per ricevere il sostengo necessario. La catena è semplice lo insegna la vita: dimostra che sei un tutor e chi vuole imparare a camminare verrà da te.

Il mantra per questo 2022 deve essere “voglio un nuovo equilibrio”, motivo per cui dobbiamo percorrere nuove strade e trovare i nostri punti di riferimento, i nostri tutor, per permettere loro di farci esprimere i nostri talenti.     

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